PALAZZI E CASE STORICHE

DESCRIZIONE CHIESE, MONUMENTI, PALAZZI E CASE STORICHE

1. Castello. Porta principale del paese, fortezza a tre torri, una di stile normanna; ebbe anche funzioni di carcere criminale. La dimora signorile era posta dove oggi esiste il palazzo Formica. Dell’antico maniero oggi rimangono solo pochi ruderi.

2. Chiesa Madre. Gia esistente nel X secolo (In un documento del 1587 viene descritta a tre navate,le due laterale con archi gotici e la centrale a capriata). Seconda chiesa nella diocesi di Tricarico. Si possono ammirare opere d’arte di notevole valore: statua lignea di S. Anna Metterza XV secolo, polittico con cornici in oro zecchino, e al centro statua della Madonna delle Grazie. Le pitture dei relativi riquadri sono opera attribuita a Simone da Firenze detto il Simoncelli XVI secolo. Coro ligneo XIX secolo fatto dal mastro ebanista stiglianese Magistro Simeone nato il 20 09 1780, alcuni pannelli rimasti del vecchio coro con intarsio di particolare interesse del XV secolo. Pannelli del vecchio pulpito rimosso durante i lavori. Statua lignea di S.Lucia del XVI secolo. Crocifisso ligneo; soffitto del XVII secolo, e altro.

3. Chiesa di S. Antonio, ex convento ed ex. S.Maria la Nova secolo XVII dopo la soppressione dei monasteri nella seconda metà del 1800 e l’abbandono per crollo del vecchio convento. Opere d’arte conservate all’interno della chiesa: Crocifisso ligneo seicentesco attribuito a Frate Umile da Petralia; Quadro del XVI secolo raffigurante Madonna con Bambino, dipinto da Antonio Stabile; altri quadri minori tra cui ricordiamo un “quadro parlante” del XVII secolo, rara raffigurazione nel suo genere; Tavolette lignee con pergamene affisse raffiguranti e narranti la leggenda del miracolo del Crocefisso avvenuto, pare, durante la peste del 1656. Importante la facciata in stile tardo barocco con pietre bugnate ed edicole dedicative del XVIII secolo. Opere d’arte conservate all’interno del chiostro dell’ex convento, attuale sede municipale: lapidi sepolcrali; lapide commemorante un terremoto avvenuto nel XV-XVI secolo; lapide prezziaria della Taverna di Acinello; stemma in pietra del conte di Eligio della Marra; tracce di affreschi cinquecenteschi, forse di Tudisco di Abriola.

4. Palazzo Correale ex ospitale (1610) (gia abitato dai correale nel 1746); vi ebbero i natali Nicola, Giuseppe maria, Giovanni e Salvatore Correale, personaggi di spicco della borghesia locale e nazionale. Nicola, avvocato nato l’11. 04.1776, nel 1799 bloccò i fermenti repubblicani in seguito ai tragici fatti succeduti in Stigliano durante il periodo della Repubblica Partenopea. Giovanni, figlio di Nicola nato il 23.08.1803, avvocato in Napoli, fu insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine di Francesco I di Borbone. Dopo la promulgazione della Costituzione aderì al movimento liberale e rappresentò il distretto di Matera al parlamento napoletano. Salvatore nato il 23.05.1837, nipote di Giovanni, avvocato anch’egli, fu il primo sindaco di Stigliano dopo l’unità d’Italia; fu ufficiale della Guardia Nazionale; eletto nel 1865 al consiglio provinciale per il mandamento di Stigliano; rieletto sindaco dal 1872 al 1879; nel novembre del 1876 fu eletto deputato al parlamento per il collegio di Matera; segretario generale ai lavori pubblici dal luglio 1883 all’aprile 1887; nell’87 rinunciò all’attività parlamentare per assumere l’incarico di prefetto di Caserta. Giuseppe Maria nato il 23.08.1779, fratello di Nicola e zio di Giovanni, fu arciprete e curatore degli ultimi lavori di restauro della chiesa madre di Stigliano.

5. Palazzo Rasole. (Gia esistente nel 1746). Simbolo della rivolta popolare durante la Repubblica Partenopea del 1799, in quanto fu teatro della tragica uccisione di Nicola Rasole nato il 19.10.1746, dottore in iuri, insieme a quattro suoi dipendenti. Vi ebbe i natali Ottaviano Rasole nato il 09.05.1780, figlio di Nicola, il quale fondò nel 1812 una loggia massonica a montalbano Jonico e fu Gran Maestro della Vendita Carbonara, sempre a Montalbano nel 1817. Partecipò attivamente ai moti carbonari in Basilicata del 1821. Vi nacquero anche i fratelli Cilento, Vincenzo nato l’01.12.1903 (sacerdote e filosofo, amico di Benedetto Croce) e Nicola nato il 10.09.1914 (storico e rettore dell’università di Salerno) entrambi di fama internazionale.

6. Taverna d’Acinello. (Gian esistente nel 1697). Fu teatro di una delle tre grandi battaglie tra i briganti e l’esercito piemontese avvenuta l’11 novembre del 1861, considerata la più importante sul piano politico poichè essa doveva aprire la strada per la conquista del capoluogo Potenza e quindi della caduta del governo liberale in Basilicata. Riportata in tutti i testi più importanti del brigantaggio meridionale. Fu dogana per il pedaggio degli animali che dai pascoli della pianura si spostavano verso quelli appenninici. Rimane una lapide (conservata nel chiostro del convento di Sant’Antonio) che ne attesta l’esistenza almeno fin dal settecento. Poco distante dalla taverna, di cui si possono osservare le mura perimetrali, vi sono gli interessanti resti di un antico mulino ad acqua.

7. Chiesa dei Sacri Cuori, antica chiesa dell’Annunziata, fino al 1700 posta fuori delle mura urbane. Arieggia lo stile coloniale spagnolo. Caratteristica principale sono le due navate, di cui una inersecante l’altra. Una delle campane rappresenta l’unico esempio della produzione dei fonditori di campane stiglianesi (famiglia Roselli). Il largo che si apre innanzi alla chiesa, nel 1799, vide la piantagione dell’albero della libertà.

8. Palazzo Laviani (ex casa della famiglia Pellegrino passò alla famiglia Laviani verso la seconda metà del 1700,la stessa famiglia la ingrandì con altre tre stanze sottane e soprane). Interessante il portale con ante provenienti dal portone dell’ex Convento di S.Antonio; caratteristica la meridiana in marmo. Ben conservato. Vi nacquero: Pietro il 18.02.1778, Gran Maestro carbonaro della Vendita di Stigliano, ufficiale dei legionari, partecipò il 7 marzo del 1821 alla battaglia di Rieti, ritornò in Stigliano dove collaborò con il carbonaro Giuseppe Venita di Ferrandina.Venne arrestato nei moti carbonari in Basilicata nel 1822 e portato in carcere a Potenza dove morì in attesa di giudizio; Filippo nato il 29.01. 1821 notaio e liberale; Pietro nato il 23.04.1817, fratello di Filippo, medico, ufficiale della guardia nazionale, fece parte del corpo sanitario insurrezionale e segui Garibaldi sul Volturno; Filippo nato il 30. 10.1906, presidente di corte d’appello e suo fratello Casto nato il 18.04.1904, chiuse la carriera come I°Presidente Onorario di Cassazione.

9. Palazzo Del Monte, già esistente nel 1746 però ingrandita e abbellito alla fine del 1700, proprietà dell’omonima famiglia fra le più ricche della zona, occuparono diverse cariche di prestigio. Ospitò i briganti di Crocco e di Borjes durante l’occupazione del paese nel novembre del 1861.

10. Palazzo Sassone. Tipico palazzotto nobiliare del XVI.S. Caratteristico per la gradinata e la ringhiera di un balcone. Vi nacque Giovanbattista Sassone nato il 10.06.1776 che aderì al movimento repubblicano nel 1799.

11. Palazzo Gagliardi, unica casa connotata come palazzo e non palazziata nel catasto onciario del 1746 e non confinava con altre case. Portale bugnato, cortile e facciata nord. Vi nacquero nel XVI secolo i fratelli Fabio e Carlo Gagliardi, medico e dottore in iure, le cui tombe si trovavano nella chiesa madre di Stigliano e di cui rimane la lapide con il loro ritratto.

12. Palazzo Salomone.Verso la fine del 1700 francesco medico comprò alcune casette e un suolo a uso orto e formò unico abitazione con forno e centimolo sotto. Famiglia di medici, sacerdoti generali e avvocati: Nicola, nato il 24 maggio 1855, avvocato e notaio. Giovanissimo si dedicò alla politica. Fu eletto consigliere Provinciale e poi Presidente della Deputazione Provinciale, carica che detenne per diversi anni. Fu tra i pochi uomini politici del tempo a far parte di una commissione di rappresentanti lucani che ottenne udienza dal Re Umberto. Fu anche uno dei promotori ad indurre il Presidente del Consiglio Zanardelli (1902) a compiere il viaggio in Basilicata per una verifica di fatto delle tristi condizioni della Lucania, ottenedo dal Presidente anche una visita a Stigliano. Nel 1913 fu eletto al Parlamento Italiano e rimase in carica per due legislature. Fondò una Banca Popolare Cooperativa di Stigliano che venne inaugurata il 2 luglio del 1887. Mario, nato il 12 agosto 1898, fu medico con diverse pubblicazione all’attivo, tra cui ricordiamo “Comportamento della scopolamina in un parkinsoniano post-encefalitico avanzato” pubblicato dall’importante rivista medico-scientifica Rinascenza Medica. Antonio nato il 17 06 1894 nipote di Nicola, generale di brigata, fece gli studi nell’accademia di Modena. Dal 1940 al 1954 fu comandante dell’Ufficio Mobilitazione delle ferrovie del compartimento di Napoli; direttore del campo ARAR, sempre a Napoli: Rimasto sempre legato al suo paese natale, durante il governo provvisorio del generale Badoglio fondò in Stigliano il partito di azione, alla fine degli anni 50 insieme ad altri due soci fu fautore della costruzione dell’hotel turistico a 4 stelle in Stigliano; e fu ancora lui che si impegnò per far destinare dei fondi al fine di aprire una strada verso la cima del Monte Serra e crearvi il belvedere. Francesco, figlio di Nicola, fu tenente medico durante la prima guerra mondiale. Fin da i primi giorni di guerra fu attivissimo nella sua opera tanto da ricevere dal Duca d’Aosta, comandante della Terza Armata, ben quattro encomi solenni. Inoltre, per il suo eroismo, ricevette due medaglie di bronzo, una dal Ministro della Guerra e l’altra dal Comando Generale.

13. Palazzo Simeone. Portale. Antica famiglia, presente già dalla fine del 1500 a Stigliano, dette i natali ad Alessandro nato l’08.12.1813, sindaco, che, nel 1848, svegliò le anime dei poveri contadini fomentandone lo spirito alla ribellione, asserendo che la costituzione favoriva solo i cosiddetti galantuomini, pertanto incitò i contadini a non pagare le imposte e ad occupare i terreni demaniali.

14. Palazzo Colonna. Antica cavallerizza dei conti Della Marra e poi dei principi Carafa, successivamente trasformata in taverna. Attualmente molto rimaneggiato, conserva l’antica struttura volumetrica dei primi due piani originari. Ospitò i briganti di Crocco e di Borjes durante l’occupazione del paese nel novembre del 1861.

15. Palazzo Dechiara. Restaurato in modo discutibile negli anni Ottanta (fu eliminata nella parte est del palazzo la torre circolare, di fattura angioina, inglobata nello stesso, residuo dell’antico Portello, una porta minore nelle mura medioevali del paese). I Dechiara furono una delle più antiche famiglie stiglianesi. Nel palazzo nacquero tre giuristi di fama regionale Biagio, Tommaso e Domenico Antonio, ebbero tutti, in periodi diversi, carica di sindaci.

16. Palazzo Vitale. Fatto costruire alla fine del 1700 nella zona detta del frascinale appena fuori la porte del muzzo, conserva in buono stato il portale con l’atrio e il loggiato. Famiglia collegata con successione alle famiglie più ricche del XVI e XVII secolo stiglianese, ha dato i natali a Camillo, erario dei principi Colonna; Gennaro, giudice nei tribunali di Stigliano e San Mauro Forte. Dottore in Iuri fu nominato nel 1808 aggiunto al giudice di pace a S.Mauro, nel 1812 supplente presso la giustizia di pace a S.Mauro venne trasferito in quella di Stigliano. Nel 1810 ebbe la nomina a membro del collegio elettorale dei possidenti della provincia. Nel 1810 fu nominato a far parte del consiglio distrettuale di Matera. Nel 1815 fu nominato membro della commissione amministrativa di Stigliano. Nel 1818 fu conciliatore del Comune di Stigliano. Nel 1821 fu nominato al consiglio generale di Basilicata. Nel 1825 ebbe la nomina di conciliatore nel comune di Stigliano. Nicola, figlio di Gennaro, fu un noto avvocato presso il Tribunale di Napoli. Molte sue cause furono pubblicate sulla Gazzetta dei Tribunali.

17. Palazzo Diruggero. Ha dato i natali a Raffaele, che fu tenente della guardia nazionale e cadde in conflitto nel 1863; Giovanni, nato il 9 agosto del 1882, che fu Monsignore al Vaticano; Giuseppe Francesco, padre barnabita, che fu capitano cappellano alla prima guerra mondiale e in Abissina, dove si cimentò in interessanti scatti fotografici che oggi assumono un rilevantissimo valore storico documentale; scrisse diverse opere letterarie, di particolare interesse. Antonio Pietro, fratello di Giuseppe Francesco, fu frate dei minori osservanti, letterato, scrisse diverse preghiere e opere sui santi. Salvatore fratello dei primi due, padre Barnabita, lasciando più di cento pubblicazione, maggiormente studi Barbiti. Ciò che più ci ricorda questa famiglia è “l’appitt campanar”, questo nome è dedicato a loro, essendo un’antica famiglia di campanari (l’ultimo è scomparso di recente dando fine alla discendenza) che, tra parenti e cugini, in parecchi avevano le forge in questo luogo. Si propone, per non perderne la memoria, di ridenominare via Sanniti come “La salita dei campanari”.

18. Palazzo Formica. La costruzione del palazzo risale alla metà del 1800 sui resti e i ruderi del vecchio palazzo dei principi Colonna. Ospitò il ministro Zanadelli nel 1902. La famiglia Formica tuttora conserva una dedica dello stesso. Questa famiglia essendo recente a Stigliano, essendo baroni di Cirigliano si sono trasferita a Stigliano nella seconda metà del 1800, non ci tracce rilevanti nella storia locale.

19. Palazzo S. Spirito. Fu costruito nella prima metà del 1800 dalla famiglia Vitale (sono visibili alcune somiglianze architettoniche con il vecchio palazzo di Campomaggiore). Fu progettato da un architetto che si rifece all’opera del Vanvitelli. Esempio di masseria fortificata, si compone nell’apparente semplicità della struttura di un corpo centrale su due piani munito ai lati di torri quadrate con feritoie per armi da fuoco. Bellissimo il portale con nella parte superiore un elegantissimo loggiato interrotto da colonne quadrate in pietra bianca.

20. Museo “L’angolo della memoria”. Dal vecchio frantoio emerge l’idea del sacrificio e della sofferenza lavorativa di uomini e donne del mondo contadino. Elemento caratterizzante è l’antica macina di centimolo macinante, databile al 1500. Un’altra macina di frantoio è datata 1884; della stessa epoca sono le due presse. Vi sono, inoltre, attrezzi riguardanti i mestieri di campagna.

21. Casa museo.Tutti le suppellettili e gli strumenti attendenti la vita quotidiana, gli arredi dell’epoca, caratteristica del ceto medio basso; sono della metà dell’Ottocento fino al 1950.

22. Palazzo Salerno. Notevoli il portale, l’uaffio (sottopasso), unico esempio rimasto. La famiglia Salerno, antica famiglia stiglianese di avvocati, di sacerdoti, di medici ecc., ha dato i natali a Leonardo nato il 07.12.1815, che nel 1860 fu chiamato a far parte come membro aggiunto al governo della provincia nella commissione d’infermi, feriti e carcerati. Il 17 settembre del 1860 fu nominato Giudice circondariale a Ferrandina. Attiguo al palazzo Salerno vi è Casa Amorosi nobile e antica famiglia, di sacerdoti, avvocati e medici. Il personaggio più importante è stato il chirurgo Prospero Amorosi nato l’01.04.1884, docente di chirurgia del policlinico all’università di Bari. Per l’intervento relativo all’amputazione di una mano al gerarca fascista Roberto Farinacci ebbe da quest’ultimo complimenti e congratulazioni per l’esito dello stesso. Nel 1930 aprì una clinica a Stigliano per interventi di chirurgia. Era gestita da altri medici del posto e lui veniva solo per gli interventi più gravi e difficoltosi. Ha lasciato diverse pubblicazioni di medicina operatoria.

23. Palazzo Tuzio. Interessante una delle porte. Da questa famiglia ebbero i natali, all’inizio del 1500, il medico Pietro Tuzio e Aurelia Cerruta di Tricarico. Da costori sono nati Orazio, medico, Marco, Antonio, Pietro Antonio e Claudio. Quest’ultimo fece i suoi studi di Diritto a Napoli. Datosi al sacerdozio, passò a Roma dove emerse e divenne amico del cardinale Scipione Gonzaga, fu Arciprete di Stigliano dal 20 agosto 1578. Fu vicario Generale del Vescovo di Tricarico. Claudio Tuzio fu un valente dottore in diritto civile e canonico, e avvocato rinomato del tempo. Le cause più importanti da lui sostenute furono pubblicate in un volume nel 1597. morì a Stigliano nel 1617

24. Palazzo Del Monte (Giuseppe). Fu il ramo inferiore, già partendo dal 1700, degli omonomi. Di vecchia famiglia gentilizia, tra gli altri, ha dato i natali a Giuseppe nato il 28.08.1814, notaio e capitano della guardia nazionale contro il brigantaggio. In questa casa visse, in qualità di parente, l’avvocato Camerini, originario di Tursi, che scrisse alcuni volumi di sonetti. Fu sepolto a Stigliano.

25. Palazzo Porcellini. Fino agli inizio del 1900 apparteneva alla famiglia Vitale ed era tutt’uno con il loro palazzo. Bellissimo il portale in pietra bianca. Antica famiglia stiglianese, grossi proprietari terrieri. Fra i più importanti si ricorda Stanislao, il quale nel XVIII secolo fu Arciprete a Stigliano, ed Economo della diocesi di Tricarico.

26. Chiesa Santa Maria la Beata. Antica cappella nel territorio. Nel 1697 si dicevano messe nei giorni di festa per i massari che non potevano venire in paese. Il catasto onciario del 1746 riportava oltre alla cappella, la casa del sacerdote, del custode, i magazzini per il grano, le stalle e i terreni annessi. Nella vecchia cappella fino a poco tempo fa si notavano dei pregevoli affreschi. La nuova cappella è stata costruita nella seconda metà del 1800 con soldi di donazioni volontarie e in particolare della signora Cristina Simonetti in Vitale.

27. Palazzo Basile. Costruito alla fine del 1700, ha dato i natali a Rocco, il quale fu arciprete e assieme a Salvatore Correlale fece costruire e inaugurare il cimitero nel 1867. Fu suo ospite uno dei segretari particolari dell’onorevole Zanardelli nel pernottamente che ci fù durante il loro viaggio nel 1902.

28. Chiesa di San Vincenzo. Chiesa settecentesca, come si rileva dalla data apposta sulla bella cornice del portale.

29. Palazzo Forastieri. Generazioni di farmacisti. Di spicco nella vita stiglianese ci fu Michele, avvocato e poi Presidente della Commissione mandamentale per le Imposte Dirette. Il palazzo è databile agli inizi dell’Ottocento.

30. Palazzo Calbi. Antica ed estinta famiglia stiglianese che ha annoverato sindaci, avvocati e cancellieri.

31. Palazzo Tancredi. Famiglia di massari, medici, avvocati, notai ecc. Di caratteristico e originale rimane il portale. Curiosità: questa casa nel catasto onciario del 1746 si trovava in contrada della “Giudea”.

32. Palazzo Galante. La famiglia fu fautrice della costruzione del primo mulino a vapore in località Sant’Angelo verso la fine del 1800. La lavorazione delle cornici in pietra, che abbelliscono la facciata caratterizzata da un bugnato piatto nei cantonali, e parte del palazzo, sono opera di uno scalpellino stiglianese, tale Puzzolente.