Nell’anniversario della fine della “Grande Guerra”

  

L’anniversario del centenario della  fine della prima guerra mondiale, la “Grande guerra”,   ha avuto, in questi giorni,  una particolare enfasi  non solo per rendere onore  all’eroismo e al sacrificio dei nostri soldati e delle popolazioni, che hanno pagato un duro prezzo  a quel conflitto, ma per sottolineare momenti storici drammatici e importanti,   nel processo di costruzione della nostra identità e della nostra storia nazionale, una storia di coerenza e coesione, e non solo per il nostro territorio,  ma addirittura per quello europeo.

E ciò forse anche a causa degli emergenti sovranismi e nazionalismi, in tutta Europa,  che mettono in discussione accordi che, regolamentando la concorrenza economica,  hanno assicurato un periodo relativamente lungo di pace, sovranismi e nazionalismi che spesso diventano inaccettabili regionalismi.

E questo processo avviene attraverso  il recupero di storie e Luoghi della Memoria, spesso dimenticati o trascurati, valorizzandone quelli già  presenti, inseriti,  in circuiti museali  per  potenziarne la conoscenza.

Ed è a questo proposito che ha avuto la giusta visibilità, a livello regionale e nazionale, la mostra: “La Grande Guerra – Una tragedia che cambiò le sorti del mondo”, approntata  nel centenario dell’inizio del conflitto dall’Associazione ’Angolo della Memoria e dal  Comune di Stigliano. La mostra,  occupa l’intero piano superiore del vecchio edificio scolastico in via Roma 69 a Stigliano (MT) ed è suddivisa in diversi ambienti che rappresentano altrettanti punti di vista che vengono offerti al visitatore perché  possa ridurre la complessità dell’evento.

Sul lungo corridoio che si apre con l’immagine del monumento ai caduti posto in Piazza Monumento sono state approntate le schede di tutti gli stiglianesi che hanno preso parte alle operazioni belliche, sia dei caduti, sia dei feriti, sia dei semplici soldati, sottuficiali ed ufficiali, decorati e non. E sullo stesso  corridoio si susseguono le sale dedicate, rispettivamente, a  “Stampa e documentazione“,“La grande guerra nel cinema”, ” Diruggiero fotoreporter durante il conflitto“Fede, Devozione e Medicina” “Cose e fatti di guerra” e “Lucani al fronte”.

Particolare enfasi è stata data nelle rievocazioni dei Tg della Basilicata alla figura del capellano militare Padre Deruggiero che viene così presentato nella mostra “… Appunto Padre Diruggiero non si è lasciato catturare dall’iconografia bellica. Ma ha puntato il suo obbiettivo sui volti, sugli sguardi,  su quegli uomini pronti a tutto ma con ancora un barlume di speranza negli occhi. I ferretri, ripesi da lontano, non rappresentano solo la pietà di qursto attento reporter, ma anche un monito per le future  generazioni“.Presentazione, redatta da  Giuseppe  Colangelo,  di Giuseppe Francesco Diruggiero, padre Barnabita, nato a Stigliano il 17 Novembre 1989.

Di seguito il servizio del Tgr Basilicata del  5 novembre 2018, edizione delle 14:00, con l’intervista a Rocco Derosa, ideatore e curatore della mostra.

            
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