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Don Paolo Scavone, dal libro “Ciò che resta” di Pina Cofano Mancini

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Don Paolo Scavone, dal libro “Ciò che resta” di Pina Cofano Mancini

Don Paolo era alto e mastodontico, dalle spalle forti e possente, un omaccione dall’aspetto rude che parlava un dialetto serrato, contadinesco. L’uso dell’Italiano era da lui riservato agli argomenti religiosi. Allora la sua voce e il suo fraseggio diventava raffinato e persuasivo. Era un profondo conoscitore dell’animo umano e sapeva trovare parole adatte a consolare….

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Come tetto il cielo

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Come tetto il cielo

Filosofi di strada e memorabili clochard a Parma e a Stiglianodi Angelo Colangelo Ermanno è un parmigiano doc. Parmigiano fino alla punta dei capelli che non ha. Sulla sua testa, infatti, i capelli sono da molto tempo un autentico miraggio. Da alcuni anni mi dà prova eloquente della sua parmigianità nelle nostre frequenti e piacevoli…

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La morte di Giuseppe Colangelo, grave lutto per cultgenuss.eu

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La morte di Giuseppe Colangelo, grave lutto per cultgenuss.eu

Giuseppe Colangelo, scrittore, giornalista, docente e saggista di storia e critica cinematografica, è mancato lo scorso 7 novembre, a 67 anni. La morte lo ha colto all’improvviso nella sua casa di Milano per un infarto di cuore. Lascia la moglie e una figlia. Nato in Argentina da genitori originari di Stigliano, in Lucania, Giuseppe Colangelo…

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La peste 1656 nell’archivio L’urrrlo del Colombo

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La peste 1656 nell’archivio L’urrrlo del Colombo

Due pagine di una lettera originale della peste del 1656 presenti nell’archivio L’urrrlo del Colombo, scritta da un Pisticcese a uno Stiglianese, parlano della peste che infieriva a Napoli e suoi dintorni. Sig., e Padroni nostri illustrissimi.Per la buona corrispondenza, che tiene non solo L’Illustrissimo Signor D. Luigginno Padrone con le Signorie vostre, come ancora…

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Ma nel cuore nessuna croce manca

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Ma nel cuore nessuna croce manca

Superata l’ultima curva dopo la “Galleria”, imboccò finalmente il rettifilo che costeggia il camposanto. Fatto ancora qualche centinaio di metri, si trovò di fronte il grappolo di case che, da mezza costa, si arrampicavano verso l’alto. Su, su, fino alla sommità della “Villa”. Ma lui intravide, o forse intuì solamente, una massa vaga e indistinta…

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