In ricordo di Domenico Pantone, l’ultima lettera al padre Pietro

In ricordo di Domenico Pantone, l’ultima lettera al padre Pietro
Domenico Pantone
Domenico Pantone

Stigliano (MT) – Sono passati tre anni dalla triste scomparsa del giovane ricercatore Domenico Pantone, lo ricordiamo con le sue stesse parole nell’ultima lettera indirizzata ai suoi cari e al suo papà nostro compaesano Pietro Pantone.

“Mi sarebbe piaciuto poter stare ancora al mondo con voi, e prendermi ancora un pò del vostro amore, dei vostri difetti, della vostra bellezza, della vostra normalità. E amarmi, nel mio corpo inceppato, nei miei vestiti, nel mio carattere, nella mia cultura, nelle mie piccole e banalissime cose, le mie chitarre, la mia bicicletta, il mio letto e il mio armadio, i miei amici, le mie fidanzate, gli odori e i sapori, i suoni, la musica, il lavoro e l’ozio, le letture e gli ascolti. Vivere. Io voglio vivere. Non voglio lasciarvi. Fatelo sapere a tutti. Ditelo ai miei amici.

Fatela leggere a tutti questa lettera. Io amo la vita. Ed è primavera. Quanto l’avevo attesa questa primavera. Ponti e vacanze a scuola, le partite di tressette all’orto, la bicicletta, il lungomare, il sole, le giornate lunghe, le ciliegie, i carciofi di stagione. Amo tutto della mia vita, perchè avevo tutto. Una famiglia meravigliosa, amici fantastici, un bel lavoro, conquistato con le unghie e coi denti, un turbine continuo di interessi e progetti, di conoscenze, amicizie, culture e letture, sesso, ironia, divertimento, risate, profondità e leggerezza. Io volevo solo vivere in pace, tranquillo. Io non voglio morire ma non c’è altro da fare. Aspetterei anche il miracolo, ma sto soffrendo troppo, minuto per minuto, secondo dopo secondo. Non voglio più soffrire così. E devo darvi un dolore orribile, ma non posso fare altrimenti, non riesco più a resistere.

Papà tu perdonami più di tutti gli altri. Ti voglio bene, tanto tantissimo. Perdonatemi tutti. Se aveste sofferto per soli cinque minuti quello che soffro io ventiquattro ore su ventiquattro mi avreste aiutato a morire per pietà.

Voi godetevela la vita, che è meravigliosa, come meravigliosi siete voi. E spero proprio di potervi salutare la mamma. E di poter fare riposare queste membra finalmente, liberando la mia anima serena da questo corpo infame.

Dio avrà pietà di me perchè sa cos’ho sofferto. Abbiatela anche voi.”

Pietro Pantone: dalla lettera del mio Domenico.

Il giovane Domenico Pantone ha origini lucane, il padre Pietro è di Stigliano in provincia di Matera, si appassiona fin da giovanissimo al giornalismo e collabora con varie testate. Intraprende, dopo la laurea in lettere all’Università di Bologna, la carriera dell’insegnamento, ottiene una cattedra presso l’Istituto Tecnico Tecnologico di S. Egidio in Val Vibrata. Domenico Pantone fu trovato privo di vita nella camera di un albergo a Como dove si era recato per sottoporsi a visite mediche.

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