“L’angolo della Memoria” e le giornate Fai di Primavera a Stigliano

Stigliano – Una bella soddisfazione, dopo tanti anni per la prima volta la scuola stiglianese mi ha smentito. Grazie, spero che per l’avvenire ci possano essere ulteriore smentite simili.  Per le giornate Fai di Primavera del 19-20 marzo 2016, oltre ai ringraziamenti da parte dell’Associazione “L’angolo della Memoria”, mi permetto di fare anche quelle mie personali a tutti coloro che hanno collaborato dando il loro contributo nel far riuscire l’evento secondo un copione stabilito. Inizio, ringraziando, le persone che hanno proposto ed hanno lavorato per raggiungere questo obiettivo.

Antico Frantoio, intervista Rai ai ragazzi del 3° Liceo Scentifico

Antico Frantoio, intervista Rai ai ragazzi del 3° Liceo Scentifico

Il dottor Sebastiano, detto Enzo, Villani ex Dirigente scolastico oggi pensionato, Presidente del “Centro Studi Rocco Montano”, lo stesso centro che ha promosso questa iniziativa, si è impegnato in prima persona nel preparare gli studenti volontari a fare da guida ai visitatori. Un grazie al Dottor Leonardo Digilio e alla professoressa ex insegnante Maria Doronzio, impegnati in prima persona e con spirito di volontariato nel preparare gli studenti. Un ringraziamento va all’Associazione “Stigliano Eventi”, in particolare a Franco Micucci, Giuseppe Colangelo, Antonio Toscano e al giovane regista Pietro Micucci che ha pensato di dare rilievo all’entrata delle scale che portano al piano superiore dove è esposta la mostra sulla prima Guerra Mondiale.

Casa Contadina, in attesa dell'intervista Rai

Casa Contadina, in attesa dell’intervista Rai

Pietro Micucci, coadiuvato dalla sorella Matilde, supportati moralmente dal padre Franco, hanno dato voce ad alcuni estratti di corrispondenza inviata dal fronte di guerra dai soldati stiglianesi alle loro famiglie. Non posso non ringraziare le signore Caterina Belmonte e Marilena Sinisgallo, che si sono immedesimate nella parte di prefiche nell’interpretare la “Cantata di vita del 1921 di Rosa Disisto”. Nel rifare splendidamente l’antico lamento sono riuscite a ricreare l’atmosfera giusta che ha trasmesso un’emozione profonda portando il visitatore a percepire i drammi che la guerra ha causato nelle famiglie.

Un ringraziamento alla Dirigente Scolastica dottoressa Michela Antonia Napolitano, per la sua determinazione e disponibilità nel far collaborare i professori a organizzare gli studenti in maniera positiva. Invece un grande ringraziamento particolare va agli studenti per il loro impegno sia nel prepararsi sia nel collaborare a fare le prove tecniche direttamente nei siti espositivi. Hanno rinunciato volontariamente alle loro ore libere, e spesso serali, in alcuni casi sfidando anche le grandi intemperie di quei giorni, la loro volontà li ha portati ad andare anche oltre le ore stabilite. Hanno dimostrato una vera maturità nel prendere in mano la situazione e lo hanno fatto orgogliosamente con un grande senso di rispetto e di appartenenza alla nostra cultura.

Mostra 1° Guerra Modiale, Ragazze Cicerone esterno foto ricordo con una loro ex Professoressa

Mostra 1° Guerra Modiale, Ragazze Cicerone esterno foto ricordo con una loro ex Professoressa

E poiché tutti hanno messo la stessa disponibilità e volontà, per non commettere errori, li nomino in ordine alfabetico.
Coloro che hanno fatto da cicerone per l’antico Frantoio sono gli studenti del 3° Liceo Scientifico: Balsano Antonio, Barisano Francesco, Bruno Niccolò, Canora Gianfranco, Cifarelli Eduardo, Dimilta Maria Donata, Durso Lorenzo, Giordano Antonietta, Grassi Angelica, Marchisella Angela, Marzano Adriana, Petraglia Michele, Rubino Ilaria, Simone Michela.

Per la casa contadina hanno collaborato gli studenti del 4° Liceo Scientifico:
Belmonte Mariangela, Calbi Rosa, Grancia Carolina, Marchese Rosa, Rossano Enrica, Saponara Rocco, Sarubbi Felice.
Per la mostra sulla 1° guerra Mondiale elenco gli studenti del 3° e del 5° Liceo Scientifico:
Balsano Giusi, Bruno Tonia, Di Corleto Maria, Labbate Maria Francesca, Paciulli Domenico, Porcellini Lucia.

Di nuovo grazie, Rocco Derosa.

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