Stigliano 19 Agosto 1868 oggetto condizione generale del comune

Stigliano 19 Agosto 1868 oggetto condizione generale del comune
Stigliano
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Qui entro il sottoscritto di accludere a V. S. un foglio contenente le informazioni chieste con la nota di contro e La prego a non tener conto dello indugio occasionato da fisica indisposizione dello scrivente. Il sindaco Correale al Signor Sotto Prefetto di Matera.

1° la condizione economica di questo Comune, sebbene vada immegliando in ogni esercizio è ancora ristretta fra anni sti confini. Son parecchi anni che di rendite patrimoniali il Comune non ne avea a sufficienza quasi pel pagamento della imposta fondiaria; oggi essa ascendono a Lire 6.400 circa, E egli vero che per lo addietro faceasi pur di meno di pesanti gabelli, ma non è da obliare che in quei tempi non esisteva il Municipio. Oggi a dunque che la rendita patrimoniale trovasi elevata alla cifra poc’anzi detta, altrimenti dei servigi pubblici ed obbligatori si provvede con sovrimposta ai tributi diretti, la quale ascende a Lire circa 6.000. però, sfornito d’ogni mezzo di comunicazione, non ha potuto più qui attendere che alla sola manutenzione ed a rendere men aspri gli angusti sentieri, per cui non sempre è permesso il transito a schiena di muli. Da ciò assoluta deficienza di commercio e dei mezzi di vita che non riennati nelle proprie valli. Lo stato dell’Ufficio Comunale, a forza di buon volere, indebitamente è lodevole e se nella formazione del nuovo bilancio si vorrà consentire l’allargamento della pianta degl’impiegati non si avrà in prosieguo a verificare alcun ritardo nella spedizione dei lavori urgenti, come forse taluna fiata è fin qui accorso.

2° La Guardia Nazionale, quantunque per lo addietro avesse efficacemente cooperato alla tutela della pubblica sicurezza, non ha quasi, fatta indisciplinata, venne disciolta per Regio Decreto, ed ora è in via di ricognizione.

3° Di istituti di Beneficienza qui sono che due, le Opere Pie riunite, sotto l’Amministrazione dell’Onorevole Congregazione di Carità ed il Monte Frumentario pei poveri, in quanto a ques’ultimo si è avuto occasioni a verificare come la istituzione avesse fuorviata al suo scopo: il grano, che ne costituisce il capitale, trovasi da moltissimi anni accredenzato a tutt’altri, che ai poveri agricoltori, e riuscì finora anche difficile la riscossione. Chi scrive si vide per questo costretto a proporre la trasformazione in un Pio istituto di deposito e prestito per agricoltori indigenti, e volgono ormai al termine le pratiche per l’attuazione di un tal progetto, in quanto all’altro istituto, comunque il patrimonio non ne fosse abbastanza piugue , pure lo si avvantaggia ogni anno, ottenendosi alla fine di ciascun esercizio un proporzionato supero di cassa, il quale aumentato per l’elasso di qualche tempo viene impiegato sul libro del debito pubblico e le rendite destinate a tutte opere di beneficienza a sollievo del povero inadatto al lavoro a gratuite lattazione di orfani, a somministrazioni di medicine o ad altre opere di carità che l’amministrazione preposta a quell’istituto soddisfa con ogni lode al proprio fine.

4°La salute pubblica, vuoi per la bontà dell’aere e delle acque, vuoi per la regolare vittitazione, in genere è buonissima. Nell’estate hannosi a lamentare le febbri miasmatiche pei contadini costretti a permanere nelle campagne, distanti in media per dodici chilometri. Nell’anno or volto si son deplorati morbi esantematici, il vaiolo, la varicella, il vaioloiche e non per trascuranza delle anticipate vaccinazioni o di altre cure preventive, ma piuttosto per influenza ricorrente atmosferica e per epidemia. Né è da pretermettere come la buona tenuta del cimitero, da soli due anni costruito grandemente influisca alla buona salute degli abitanti.

5° Le condizioni della sicurezza pubblica sensibilmente migliorate nel confronto degli anni andati, non sono per anco entrate nel loro pericolo normale, a causa del brigantaggio, il quale, sebbene ad intervalli di tempo, ricompare nel territorio, deludendo la vigilanza di chi la deve, e desta l’allarme negli animi degli onesti. La sicurezza pubblica non soffre però offesa dalla mendicità, in genere assai limitata a coloro che son veramente inadatti al lavoro proficuo.

6° D’ogni male è maggiore assai la mancanza assoluta di strade: questa è la piaga che corrode la pubblica amministrazione e gl’interessi dei singoli cittadini, da questa mancanza di strade è arrestato lo sviluppo più nella vita civile o, si sarà per dire, financo in quella organica di ogni ordine di abitanti. Né, a quanto pare, possono apportare rimedio i Comuni da soli, esse che tutti hanno sopraccaricato sui propri oneri i servizi pubblici; dai quali provvedono con tasse ed imposte.

7° La istruzione pubblica cammina, anchessa questa, a passi lenti e gravi. Poca frequenza alle scuole, da che le masse ignoranti, alle quali non è dato pregustare i benefi effetti della istruzione, non per me alcuna forza di legge obbligatoria; e tengono a miglior partito sollecitare lo abbrutimento della tenera prole nelle lande dei campi, o sulle vette dei boschi, o sul lastrico delle vie, purchè ne torni a casa un qualche tenuissimo guadagno, anziché procurare di sollevarla a quest’altezza, cui esse non pervennero.

8° Che delle industria? E quale lasciarono i padri nostri, né può vederlasi progredire fino a quando le scuole non saran frequentate, le strade non saranno aperte al traffico dei nuovi mezzi di progresso
9° con ciò buona piuttosto è la condizione morale di questa popolazione, la quale trasse fin dal suo nascimento indole docile, operosa e capace addivenire buona, se al bene guidata, anzi non quale dovrieno farlo essere l’isolamento ed il difetto di istruzione. E si arroge una florida condizione economica, che la fertilità del suolo produce abbondanti frutti, anche per quei che se ne giace neghittoso, o a cui manchino i mezzi di coltivarlo per bene.

10° Lo spirito pubblico depresso dal progressivo aumento delle imposte, a cui non corrispondono nella stessa misura i benifici che si ebbe ragione di aspettarsi dal civile risorgimento, le frequenti promesse di miglioramenti, di pareggi e di ultimi sacrifici che diventeron quinci a poco un’altra volta primi, e furon promesse inattese, o speranze deluse, sono una grand’arma nelle mani di colui che non ispera e non crede che l’Italia sarà, perché Iddio lo vuole.

11° Miglioramenti che sarebbero necessari nei singoli rami di esercizio: ma fra tutto si sente a ripetere da gente culta che egli è veramente a deplorare il modo come procede il servizio delle imposte in genere, il riparto di quelle sulla ricchezza mobile, e sui fabbricati, pare fatto senza criteri sufficienti e quel ch’è più la burocrazia di taluni impiegati del ramo, si è fatto sordo ai reclami di qualunque genere, siano esposti da cittadini, o da funzionari locali, e non che riparare gli errori di fatto o alle violazioni di legge, si usa perfino la scortesia di non dare risposta di sorta, quasi che essi non fossero pagati da quei cittadini, a cui rifiutano quello che devono! Ond’è che necessita grandemente il Governo porti a ciò scrupoloso la sua attenzione, e penetri, ed indaghi nelle più risposte fonti del male per provvedere energicamente risollevare la morale eccitata a maggior vigoria, e resa più proficua la tutela della sicurezza pubblica fatta obbligatoria pei padri di famiglia l’assistenza dei loro figli alle scuole, risoluta la quistione di viabilità equamente per questa provincia, come per le altre si è fatta, il Governo avrà bene corrisposto alle aspettazioni del paese.
Il Sindaco Correale 1868.

Pubblico questa lettera che già da tempo avevo trascritto e in parte avevo già pubblicata, rileggendola mi sono reso conto, anche se sono passati più di 150 anni, che tolto la scuola, oggi tutti studiano e altre cosine, per il resto sembra attualissima: dalle tasse, alle strade e soprattutto alla sordità dei burocrati.

Rocco Derosa

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